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Bambini privacy e foto online: cosa dice la legge?

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Diventare mamma e papà è una gioia immensa. Abituarsi al nuovo ruolo di genitore sia per lei che per lui non è per nulla facile. Gestire un bebè soprattutto durante i primi mesi di vita richiede uno sforzo enorme. Le poppate, le notte insonni, le prime difficoltà con le quali ci si ritrova a fare i conti rivoluzionano inevitabilmente giornate, abitudini, ritmi e priorità. Sempre più partner vanno in crisi dopo la nascita del primo figlio. Non solo dei due genitori in rapporto al bambino, ma anche tra di loro, perché ora, oltre essere un uomo e una donna, sono anche un padre e una madre. Entrambi hanno un duplice ruolo e non sono più una sola entità.

Addensato leggiamo articoli sulla pericolosità di questa ormai consuetudinaria e voyeristica pratica. Certo, bisogna distinguere se le foto sono private o vengono pubblicate da testate giornalistiche o online. Bambini e fotografia online: cosa dice la legge? I diritti dei minori sono, inoltre, garantiti dalla legislazione ordinaria civile e criminale.

Nel suo nuovo studio la ricercatrice della University of Arizona, Morgan Johnstonbaugh, si è posta proprio questa domanda: avvenimento spinge i giovani a inviare messaggi espliciti — e la spiegazione differisce tra uomini e donne? Per pilotare lo studio Johnstonbaugh, dottoranda in sociologia, ha chiesto a più di universitari, da sette atenei, di rispondere a un sondaggio online volto a apprendere il motivo per cui ciascuno di loro ricorre al sexting. La studiosa si è soffermata su due elementi principali: la pressione esterna che spinge a condividere e il desiderio di sentirsi più forti attraverso un annuncio — per farla breve, inviare una foto di nudo serve ad aggiungere la sicurezza di sé. Le donne gay e gli uomini etero vedono il sexting diversamente rispetto alle donne etero. Gli esiti dello studio si sono rivelati leggermente diversi per le donne gay. È la prova affinché, purtroppo, abbiamo ancora tanta strada da fare. Ma si rischia anche di restare esclusi dalle semplici gioie del sexting.

Si possono pubblicare le foto di un bambino che partecipa a una festivitа, a una sfilata o a un evento pubblico? Marta ha organizzato un party per i 12 anni di suo figlio Antonio. Al momento della torta, Marta scatta col cellulare una serie di foto al festeggiato insieme tutti i compagni di classe accanto. In più, le chiede un compenso del danno. Marta si difende sostenendo che la presenza del padre di Tommaso al momento del festeggiamento e, in particolare, dello scatto fotografico va considerata come un tacito consenso alla pubblicazione. Se i genitori non esprimono un dissenso formale, è possibile balzare una foto a un minorenne attuale in occasione di una festa oppure altro evento, ma solo a accordo che tale scatto non venga appresso pubblicato sul web o in differente modo. Per la pubblicazione, poi è necessario il consenso sia del autore che della madre del bambino, addirittura se i due sono separati oppure divorziati e il minorenne è ceto affidato alla madre.